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Memoria infetta
2026-09-05 , Main Hall (CrunchLab)
Language: Italiano

Il linguaggio si comporta come un virus, si replica, colonizza l'ospite e occupa tutto lo spazio disponibile. Burroughs lo teorizzava negli anni Sessanta. Lo sapevano anche gli hacklab degli anni Novanta, che a quella stessa logica rispondevano con pratiche concrete: server autogestiti, crittografia diffusa, hardware recuperato, reti di scambio tecnico tra città.

Questo talk racconta quella generazione, i suoi spazi fisici (rampART a Londra, Forte Prenestino a Roma, il Chaos Computer Club), le sue soluzioni e la loro quasi totale scomparsa. Non i luoghi, non le persone, ma la memoria di cosa era stato possibile fare. Al loro posto sono nati coworking senza condivisione, cybersecurity come certificazione, sorveglianza come dato di fatto.

Il virus non ha formalmente proibito nulla, ma si è replicato più velocemente.

Lavoro nell'informatica da anni e nel tempo libero scrivo. Questa combinazione produce persone con cui è difficile fare conversazione a cena, ma ha i suoi vantaggi. Mi interessano gli argomenti di confine: la hacker culture, i sistemi di controllo, la memoria collettiva e i modi in cui la tecnologia trasforma la politica senza che nessuno lo abbia davvero scelto. Adoro chiacchierare, quindi fermatemi e spiegatemi qualcosa che ancora non so.